
Università di Verona, Comune e Fondazione insieme per promuovere ricerca, inclusione e innovazione nello sport paralimpico
In occasione delle iniziative legate ai XIV Giochi Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, ormai prossimi alla conclusione, sono stati presentati a Verona i risultati del progetto di ricerca dedicato agli sport paralimpici invernali sostenuto dalla Fondazione Giuseppe Manni, realizzato in collaborazione con l’Università di Verona e con il patrocinio del Comune di Verona.
L’iniziativa testimonia l’impegno della Fondazione Giuseppe Manni nel promuovere e sostenere la ricerca scientifica, favorendo la collaborazione tra università, istituzioni e territorio e contribuendo allo sviluppo di progetti capaci di generare valore per la comunità.
Il progetto, coordinato dal Prof. Federico Schena del Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell’Università di Verona, ha approfondito diversi aspetti scientifici legati allo sport paralimpico, tra cui l’analisi biomeccanica del gesto sportivo nello sci di fondo paralimpico, la valutazione dello stato di salute e della composizione corporea degli atleti, lo studio dei sistemi di classificazione sportiva e lo sviluppo di strumenti tecnologici per la simulazione dell’allenamento e il monitoraggio delle prestazioni.
Secondo i dati ISTAT, infatti, solo il 14,4% delle persone con disabilità pratica attività fisica e appena il 9,1% pratica sport, rispetto al 36,6% delle persone senza disabilità, evidenziando la necessità di continuare a investire in ricerca, accessibilità e sensibilizzazione.
All’incontro sono intervenuti Elisa La Paglia, Assessora alle Politiche educative e scolastiche, Biblioteche, Edilizia scolastica, Salute e Servizi di prossimità del Comune di Verona, e Annamaria Molino, Capogruppo “Damiano Tommasi Sindaco” e referente comunale della Rete Italiana Città Sane – OMS, a testimonianza dell’attenzione dell’amministrazione comunale verso i temi dell’inclusione e dello sport.
Per l’Università di Verona sono intervenute Mirta Fiorio, professoressa ordinaria di Neuropsicologia e Neuroscienze Cognitive del Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento, e Valentina Cavedon, ricercatrice dello stesso Dipartimento coinvolta nelle attività scientifiche del progetto.
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche l’atleta paralimpico veronese Manuel Pozzerle, medaglia d’argento nello snowboard cross alle Paralimpiadi Invernali di PyeongChang 2018, che ha condiviso la propria esperienza sottolineando il valore dello sport paralimpico e il contributo che la ricerca scientifica può offrire allo sviluppo delle prestazioni e dell’inclusione sportiva.
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra ricerca scientifica, istituzioni e mondo dello sport, confermando il ruolo della Fondazione Giuseppe Manni nel sostenere progetti che promuovono innovazione, inclusione e progresso scientifico.

