Responsabile della ricerca

Dott. Pietro Meneghelli

 

2020
I

Il problema:

Sviluppare un sistema di monitoraggio che permetta di preservare funzioni cognitive attraverso modulazione dei potenziali evocati motori intraoperatori

Nella chirurgia dei tumori cerebrali o delle malformazioni cerebrali vascolari, il deficit motorio è particolarmente invalidante per il paziente, perché di fatto gli impedisce di compiere i normali gesti domestici e impatta gravemente sulla sua qualità di vita familiare, lavorativa e sociale. La neurofisiologia intraoperatoria è la disciplina che consente di identificare, durante la chirurgia cerebrale, i circuiti motori utilizzando i potenziali elettrici generati durante la stimolazione cerebrale per verificarne l’integrità e quindi prevenirne il danno. Tuttavia, il muoversi non si esaurisce nella semplice contrazione muscolare che consente il movimento volontario, perché esistono quadri neurologici dove la contrazione muscolare è preservata ma il paziente non è comunque in grado di svolgere determinate funzioni motorie. Questi disturbi rientrano all’interno dei deficit motori di alto ordine che, nonostante possano essere altrettanto invalidanti, sono meno studiati e non vi sono al momento metodiche di neurofisiologia intraoperatoria in grado di prevenirli.

La prima parte del progetto riguarda utilizzare test neuropsicologici per valutare l’incidenza effettiva dei deficit di controllo motorio, probabilmente più frequente di quanto riportato. La seconda parte riguarda lo sviluppo di un sistema per monitorare i circuiti di controllo motorio attraverso la modulazione dei potenziali evocati motori. Questo può essere effettuato utilizzando una seconda strip di elettrodi nelle cortecce motorie secondarie e modificando l’ampiezza del potenziale evocato motorio originante dalla corteccia motoria primaria.

Rilevanza

Sviluppare un sistema di stimolazione per monitorare le vie che modificano l’output motorio permetterebbe di preservare non solo i movimenti fini, ma è alla base del monitoraggio di attività cognitive che si sviluppano attraverso il sistema motorio, come la prassia o l’iniziazione motoria dei pazienti ed in particolare nella definizione delle possibili conseguenze neurologiche a lungo termine della pandemia da COVID-19.

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