Responsabile della ricerca

Dott.ssa Elena Antelmi

 

2020
I

Il problema: esercizio attivo versus esercizio passivo in pazienti con malattia di Parkinson

Obiettivo: Valutare se un protocollo di training attivo versus un protocollo classico (training passivo) possa essere più efficace in termini di miglioramento clinico in pazienti con PD unilaterale e valutarne i sottostanti meccanismi di plasticità corticale.

L’attività fisica/riabilitativa migliora le abilità motorie nei pazienti con malattia di Parkinson (PD) (Amara et al, 2020). Tuttavia, ad oggi non vi sono studi che comparino le diverse attività fisiche/riabilitative (in termini di posologia e modalità di applicazione, i.e. attività aerobica vs anaerobica, attiva vs passiva), né tantomeno che valutino i meccanismi attraverso cui la suddetta attività fisica modifichi in termini quantitativi la plasticità corticale (potenziamento sinaptico) nelle aree motorie coinvolte/affette dal disturbo e sottoposte a training.

Al contempo, sembra che la qualità del sonno agisca bi-direzionamene, ritardando la neurodegenerazione, grazie alla promozione della clearance delle proteine di accumulo patologiche (Holth et al, 2019) e potenziando il miglioramento motorio (Amara et al, 2020), ma anche in tal caso i meccanismi sottostanti non sono stati mai esplorati.

L’obiettivo sarà quello di valutare il miglioramento clinico dei pazienti con PD sottoposti a training attivo versus training passivo ed i meccanismi di potenziamento sinaptico che ne sono alla base attraverso il reclutamento prospettico di pazienti con PD moderato e segni prevalentemente unilaterali ed interessante l’arto superiore (bradicinesia e rigidità plastica) ed applicazione, dopo randomizzazione, di un protocollo riabilitativo che compari l’attività svolta attivamente dal paziente versus quella svolta passivamente con lo stesso apparecchio, i.e. con un robot-assisted-arm training- già in dotazione (capace di essere guidato dal paziente o di indurre nel paziente gli stessi movimenti passivamente).

I pazienti saranno sottoposti, i tempi diversi, a valutazioni cliniche e neurofisiologiche al fine di misurare l’outcome clinico e i meccanismi neurofisiologici che ne sono alla base.

Rilevanza

Il progetto si pone per la prima volta l’obiettivo di comparare diversi approcci riabilitativi (i.e training attivo vs passivo) in pazienti con PD al fine di valutare il potenziale beneficio dell’uno rispetto all’altro. Infatti, in base alle nozioni sulla plasticità corticale, è atteso che un esercizio attivo abbia un impatto maggiore sui meccanismi di plasticità corticale, rispetto ad un mero training passivo.
Al fine di migliorare l’outcome clinico del paziente verranno valutati anche i meccanismi di plasticità corticale, in modo da avere ulteriori informazioni circa i meccanismi che sottendono il miglioramento, che possono essere di aiuto per aggiustamenti posologici e metodologici dell’approccio riabilitativo.

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