Responsabile della ricerca
Prof.ssa Valentina Moro
Il problema: Trauma cranico
Il progetto mira ad individuare un trattamento riabilitativo efficace per i pazienti con esiti di trauma cranico associato a deficit di coordinazione bimanuale, dimostrando l’efficacia di tale trattamento anche in termini di riorganizzazione delle reti nervose.
Nonostante le campagne di prevenzione, il trauma cranico è ancora molto diffuso tra giovani e adulti di mezza età e può ridurre l’autonomia nello studio, nel lavoro e nella vita quotidiana. Una delle principali conseguenze è il danno assonale diffuso, che danneggia le connessioni tra le aree e strutture del cervello, causando problemi motori e cognitivi. Non sempre gli esiti sono immediatamente evidenti, e questo rende più difficile l’identificazione dei disturbi. Dal punto di vista motorio, le persone con trauma cranico possono soffrire di aprassia, ovvero la difficoltà a eseguire azioni volontarie su richiesta o per imitazione, e manifestare problemi di coordinazione bimanuale, che si manifesta nella difficoltà a usare le due mani insieme. Questi disturbi sono presenti nel 35–60% dei casi e rendono più difficile svolgere attività quotidiane in modo autonomo, con problemi di reinserimento lavorativo.
La ricerca ha dimostrato che la riabilitazione può migliorare l’aprassia e anche le attività quotidiane. Tuttavia, questi studi riguardano persone con ictus, mentre poco si sa sul trauma cranico. C’è dunque urgenza di capire da un lato quali siano i meccanismi lesionali sottostanti il disturbo di coordinazione bimanuale, tramite studi di neuroimmagine, e dall’altro di identificare possibili interventi riabilitativi che permettano un recupero funzionale adeguato.
L’obiettivo dello studio è valutare l’efficacia di un training robotico rispetto a un training riabilitativo tradizionale nel migliorare le abilità prassiche e la coordinazione bimanuale in pazienti affetti da trauma cranico. Grazie a un disegno sperimentale controllato, i due training riabilitativi verranno confrontati tra loro e verrà anche studiato il loro effetto cumulativo. Inoltre, lo studio di neuroimmagine fornirà indicazioni importanti circa i meccanismi di plasticità post-lesionale associati all’intervento riabilitativo. I risultati verranno infatti analizzati sia in termini di recupero funzionale che di riorganizzazione delle reti e delle connessioni neurali. La collaborazione con i servizi di neuropsicologia e di riabilitazione garantirà l’immediata ricaduta dei risultati ottenuti nella pratica clinica, con attività di formazione specifica rivolta ai riabilitatori.
Rilevanza
Il progetto permetterà di identificare disturbi che, essendo spesso sottostimati nei pazienti con trauma cranico, non vengono diagnosticati e quindi nemmeno trattati. Integrando la valutazione neuropsicologica, tecniche avanzate di neuroimmagine e la riabilitazione robotica, il progetto mira a migliorare il trattamento dei deficit di coordinazione bimanuale e dell’aprassia nei pazienti con trauma cranico. Dato l’impatto che i disturbi della coordinazione motoria hanno nelle autonomie della vita quotidiana e in particolare nel reinserimento lavorativo, l’identificazione di modalità di intervento efficaci ha rilevanza significativa nel processo di recupero del singolo e in termini di costi sociali.
