Beneficiario

Dott. Pietro Meneghelli

Tutor

Prof. Francesco Sala

 

1 Novembre 2015 – 31 Ottobre 2018

L’asportazione chirurgica di neoplasie cerebrali che si sviluppano all’interno delle aree motorie è gravata dal rischio di un deficit neurologico post-operatorio potenzialmente permanente. L’utilizzo del monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio dei potenziali evocati motori muscolari (PEM) ha permesso di ridurre significativamente tale rischio. Una registrazione continua dei PEM durante la chirurgia permette una valutazione “real time” dell’integrità funzionale della regione che si sta operando. Tuttavia, non è stata ancora chiarita la correlazione tra l’entità dell’alterazione dei PEM intraoperatori e l’obiettività neurologica post-operatoria. Inoltre, la presenza di falsi positivi (pazienti che hanno presentato un’alterazione dei PEM intraoperatori in assenza di deficit neurologico post-operatorio) e falsi negativi (pazienti con PEM stabili durante l’intervento ma con deficit neurologico post-operatorio) complica ulteriormente l’analisi dei dati del monitoraggio. 

Il monitoraggio dei potenziali evocati cortico-spinali (onda D) è, viceversa, una tecnica largamente utilizzata e validata nella chirurgia dei tumori intramidollari e costituisce il più affidabile parametro prognostico per la funzione motoria a lungo termine: riduzioni dell’ampiezza dell’onda D > al 50% rispetto al dato di partenza si associano ad elevato rischio di deficit neurologico permanente. Tuttavia, per molti anni il suo utilizzo nella chirurgia cerebrale è stato anedottico e riportato solo da studi giapponesi. Recentemente, alcuni centri pilota stanno cercando di introdurre anche in Europa tale metodica grazie al superamento di alcune difficoltà tecniche legato all’introduzione percutanea (non a cielo aperto) dell’elettrodo di registrazione spinale.


L’obiettivo dello studio è introdurre il monitoraggio dell’onda D nella chirurgia dei tumori cerebrali che si sviluppano nell’area motoria per valutare l’impatto di tale metodica sull’outcome funzionale dei pazienti.

La sua validazione consentirebbe di disporre di un parametro più affidabile di quelli attualmente utilizzati per predire l’outcome motorio a lungo termine e, di conseguenza, di aggiustare la strategia chirurgica in modo da non oltrepassare le soglie critiche di compromissione dell’onda D.

Rilevanza


Il progetto di ricerca si prefigge di migliorare ulteriormente l’affidabilità delle tecniche di neurofisiologia intraoperatoria, con particolare riferimento alla chirurgia dei tumori cerebrali che coinvolgono le aree motorie. Allo stato attuale, non disponiamo di criteri neurofisiologici prognostici del tutto affidabili e ciò non consente al chirurgo di poter utilizzare al meglio l’informazione funzionale acquisita in sala operatoria.
 Una miglior definizione dei criteri di allarme neurofisiologico potrebbe, nel prossimo futuro, consentire di definire protocolli di neuromonitoraggio adattabili al singolo paziente considerando la patologia da cui è affetto, la sua aspettativa di vita, la sua volontà e il rischio chirurgico associato a quello specifico intervento. Ad esempio, si potrebbero definire criteri di allarme più restrittivi (preservando quindi il mantenimento della funzione) per pazienti con tumori maligni e breve aspettativa di vita al fine di non gravare ulteriormente sulla loro qualità di vita con una paresi che risulterebbe inaccettabile a fronte di una prognosi infausta. Viceversa, in pazienti con tumori a basso grado di malignità che -se asportati radicalmente- consentono sopravvivenze di molti anni, potrebbero essere giustificati criteri di allarme meno restrittivi, quindi una chirurgia più aggressiva per un miglior risultato oncologico, anche al prezzo di una paresi transitoria.

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