Responsabile della ricerca

Dott. Manuel Cappellari

 

2020
I

Il problema: le patologie cerebrovascolari

L’obiettivo di questo studio è valutare l’effetto dell’eventuale calo dei valori di inquinamento durante il lockdown sulla severità e sull’outcome delle patologie cerebrovascolari.

Negli ultimi anni è stata posta grande attenzione verso gli effetti che l’inquinamento ha sulla salute della popolazione. E’ ormai ben nota la correlazione tra livelli elevati di PM10 e PM2.5 ed eventi vascolari, e secondo diversi autori gli effetti sarebbero già evidenti per un’esposizione “a breve termine” di 1 o 2 giorni. E’ stato infatti dimostrato che nei giorni di maggiore inquinamento il numero di accessi in Pronto Soccorso per eventi vascolari risulta essere significativamente maggiore.

A partire da Febbraio di quest’anno, in Italia, sono state attuate diverse misure volte a contenere la diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2, progressivamente più restrittive fino al divieto di allontanarsi dalla propria abitazione se non per necessità assolute, con chiusura forzata di tutte le attività scolastiche, ricreative e di molte attività lavorative. Di conseguenza, durante questo “lockdown” si è assistito ad un notevole calo del traffico automobilistico, e quindi dei livelli di inquinamento, su tutto il territorio nazionale.

Paradossalmente, mentre gli accessi in Pronto Soccorso per polmonite crescevano esponenzialmente, si assisteva ad un sorprendente calo di eventi cerebrovascolari acuti. Tale fatto appare ancora più sorprendente se si considerano gli effetti pro-trombotici dell’infezione da SARS-CoV-2.

Gli obiettivi dello studio sono quelli di valutare la possibile associazione tra l’esposizione “a breve termine” di determinati inquinanti atmosferici e la gravità dei sintomi neurologici all’esordio e l’outcome clinico/funzionale e radiologico degli eventi cerebrovascolari acuti, prima e durante le diverse fasi della pandemia da SARS-CoV-2.

Verranno dunque raccolti dati demografici e clinico-radiologici dei pazienti afferenti all’Ospedale di Borgo Trento dell’AOUI di Verona per ictus ischemico o emorragia cerebrale. Tali dati verranno confrontati con i livelli di inquinamento e altri parametri atmosferici registrati giornalmente dall’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV), dal 1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2020.

Rilevanza

Questo progetto si propone di fornire nuove evidenze riguardo l’effetto dell’inquinamento sulle patologie cerebrovascolari e supportare l’ipotesi che il miglioramento della qualità dell’aria nella provincia di Verona possa ridurre la severità delle patologie cerebrovascolari.
Considerata l’elevata prevalenza delle patologie cerebrovascolari e l’impatto socio-economico che ne deriva, è di fondamentale importanza approfondire la conoscenza sui possibili fattori di rischio e sulla potenziale efficacia di eventuali misure di prevenzione.

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