Responsabile della ricerca

Prof. Daniele Dell’Orco

 

2017
 II

Il problema: distrofie della retina e cecità


Le distrofie retiniche su base genetica / ereditaria si sviluppano fin dall’infanzia e portano alla progressiva perdita della vista.
Il progetto mira allo studio di nuovi approcci terapeutici per rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità di vita dei pazienti.
 

Le distrofie retiniche sono un gruppo eterogeneo di malattie genetiche che colpiscono le cellule della retina da cui ha origine la visione, i fotorecettori, causando progressiva cecità. Una delle forme di distrofia retinica, quella dei coni, è causata da difetti genetici nel gene responsabile della produzione della proteina GCAP1, un sensore neuronale che rileva il calcio all’interno della cellula regolando importanti processi biologici. I difetti genetici causano un’alterazione della funzione di GCAP1 e dei processi biologici da essa regolati, portando alla perdita della vista.

Data la mancanza di terapie valide per la cura delle distrofie retiniche, vengono attualmente condotti numerosi studi su terapie innovative che includono l’uso di piccolissime vescicole lipidiche, i liposomi, per incapsulare farmaci e veicolarli nel sito d’azione. È stato dimostrato che i liposomi riducono la tossicità dei farmaci, incrementano il tempo di residenza delle molecole attive nell’occhio e possono così proteggere efficacemente il loro contenuto da una precoce degradazione.

1. Studiare le proprietà strutturali e funzionali della proteina GCAP1 in condizioni normali e nella malattia della retina causata da distrofia dei coni.

2. Studiare la capacità dei liposomi di agire come veicoli della proteina GCAP1 funzionale nei fotorecettori retinici, per sostituire la proteina GCAP1 non funzionale presente nei pazienti affetti dalla malattia. In particolare, saranno ottimizzate, mediante metodi sperimentali, la preparazione dei liposomi e le strategie di incapsulamento della proteina GCAP1 funzionale.

3. Studiare la stabilità chimica e termica dei liposomi per valutarne l’idoneità alla conservazione della funzionalità delle proteine da rilasciare previa somministrazione topica.

Rilevanza

Lo sviluppo di terapie efficaci per il trattamento delle distrofie retiniche è ostacolato dagli scarsi investimenti economici nella ricerca biomedica sulle malattie genetiche rare. Il nostro studio ha una forte rilevanza biomedica ed il suo impatto è elevato poiché pone le basi per una futura applicazione di nano-dispositivi, come i liposomi incapsulati con proteine funzionali, nella terapia della distrofia retinica dei coni. È questa una malattia con conseguenze devastanti per la qualità di vita delle persone affette.

Da sinistra a destra: Dott.ssa Carolina Conter, Dott. Rosario Vallone (borsista VBRF), Prof. Daniele Dell’Orco, Dott.ssa Giuditta Dal Cortivo, Dott. Valerio Marino, Dott. Alberto Borsatto (Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento, Università di Verona).

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