Responsabile della ricerca

Prof. Federico Schena
Corresponsabili: Prof.ssa Chiara Milanese Prof.ssa Barbara Pellegrini

 


Il problema:

Può lo sport migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità?

L’attività fisica è riconosciuta come fondamentale per il benessere fisico epsicologico degli individui. Purtroppo però l’accessibilità alla praticamotoria e alle attività sportive per le persone con disabilità è ancora moltoinferiore rispetto alle persone normodotate. Secondo i dati fornitidall’ISTAT nel report nazionale sulla disabilità “Conoscere il mondo delladisabilità: persone, relazioni e istituzioni” del 2019, solo il 14.4%, menodella metà rispetto a quelle senza disabilità, fa attività fisica e solo il 9,1%fa sport, rispetto al 36,6% delle persone senza disabilità, con rilevantidifferenze di genere tra le persone con limitazioni gravi: la quota deimaschi che pratica attività fisica è 15,4% mentre quella delle femmine è7,9%. Emerge quindi che nella popolazione italiana circa l’80% degliindividui con disabilità non raggiunge i 150 minuti di attività fisica moderataconsigliata dall’OMS. Questo, secondo le statistiche Eurostat del 2014 inItalia, nella fascia di età compresa tra i 15 e i 65 anni, va a coinvolgere ungrande numero di persone con gravi limitazioni, ovvero il 7.2 % condisabilità motorie, il 4.2 % dell’udito e della vista 2% della popolazioneitaliana. La mancanza di un’attività sportiva o fisica può avere effettinegativi non solo sullo stato di salute ma incidere negativamente su aspetticome lo sviluppo delle relazioni sociali e compromettere la percezione disé stessi e della propria efficacia. Inoltre, la stagione invernale, a causadelle condizioni climatiche meno favorevoli, potrebbe portare a unaulteriore riduzione della pratica dell’attività motoria. Gli sport invernali, datala loro peculiarità, sono discipline che consentono la pratica dell’attività acontatto con la natura pur restando in ambienti tipicamente serviti dastrutture e organizzati allo scopo.


Questo progetto vuole diffondere lo sport paralimpico come veicolo di inclusione sociale, di valori educativi e cultura del benessere psico-fisico
attraverso l’attività di ricerca e la divulgazione scientifica e formativa, attingendo anche dal notevole influsso mediatico dei Giochi Paralimpici
Milano-Cortina 2026. Il focus sarà lo sviluppo degli sport paralimpici invernali: dalle strategie per favorire l’apprendimento e l’accessibilità al
miglioramento della prestazione. Si studieranno gesti motori che caratterizzano le discipline invernali paralimpiche: lo studio della
biomeccanica del gesto tecnico nelle diverse fasi di apprendimento e gradi di disabilità fisica. Le valutazioni saranno sport-specifiche e verranno adattate alla tipologia di disabilità. I risultati dei test verranno di volta in volta condivisi e discussi con le/gli atleti e il loro staff tecnico. Le misurazioni prevedono rilevazioni di parametri fisiologici, biomeccanici, neurologici. Il progetto ha anche lo scopo di diffondere le evidenze in merito agli sport paralimpici invernali coinvolgendo diverse figure professionali: preparatori fisici, allenatori, medici, nutrizionisti e psicologi.
Verrà implementata una fase di sperimentazione dell’efficacia delle linee guida sviluppate e in parallelo verranno organizzate diverse attività per promuovere la cultura dello sport paralimpico.

Rilevanza

La rilevanza del progetto è la costruzione di modelli di intervento per la disabilità per incoraggiare le persone con disabilità a praticare sport e
incentivare gli atleti paralimpici con una ottimizzazione della prestazione sportiva.

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