Responsabile della ricerca

Prof. Gianluigi Zanusso

 

2017
II

Il problema: diagnosi precoce della malattia di Parkinson


Il progetto propone una strategia innovativa per una diagnosi precoce della malattia di Parkinson, per consentire interventi terapeutici precoci e mirati e quindi più efficaci

È ormai noto che in numerose malattie neurodegenerative le alterazioni cerebrali sono caratterizzate dall’accumulo di proteine con conformazione aberrante, come l’alfa-sinucleina nella malattia di Parkinson, la beta-amiloide e la proteina Tau nella malattia di Alzheimer. Tali malattie, per le quali l’invecchiamento rappresenta un fattore di rischio accertato, colpiscono milioni di persone all’anno nel mondo.

In queste malattie l’evento cruciale della patologia è il cambiamento di conformazione di proteine, che diventano aberranti. Queste proteine riescono a indurre la conformazione patologica delle proteine normali corrispondenti, con un meccanismo identificato per la prima volta nelle malattie da prioni (che sono malattie neurodegenerative rare e fatali).

Negli ultimi anni è stata messa a punto una metodica in grado di rivelare tracce minime di proteina prionica aberrante in tessuti e fluidi biologici. Questa strategia sfrutta la capacità di replicazione della proteina alterata nei confronti di una proteina ricombinante utilizzata ad hoc. La metodica (denominata Real Time Quaking Induced Conversion o RT-QuIC) ha tutte le potenzialità per individuare anche le proteine aberranti che caratterizzano malattie neurodegenerative correlate all’invecchiamento e associate a proteine con alterazioni di conformazione. Sono già stati riportati, nella letteratura scientifica, risultati promettenti per l’identificazione di alfa-sinucleina anomala nel liquor di pazienti affetti dal gruppo di malattie definite come alfa-sinucleinopatie (e delle quali fa parte la malattia di Parkinson).

Questo progetto si propone di cercare la alfa-sinucleina con conformazione anomala nella mucosa olfattoria di pazienti con malattia di Parkinson. Nella routine diagnostica per tale malattia non vengono effettuati prelievi di liquor (che necessitano di una puntura lombare, una strategia lievemente “invasiva” per il paziente), a differenza di altre malattie neurodegenerative nelle quali vengono effettuati prelievi di liquor a scopo diagnostico.

Noi abbiamo già messo a punto un efficiente sistema non invasivo e non traumatico per il prelievo ambulatoriale di mucosa olfattoria. Ogni prelievo permette di ottenere una quantità di neuroni olfattori sufficiente per numerose analisi. Abbiamo anche dimostrato come la mucosa olfattoria sia un ottimo substrato per l’applicazione della metodica RT-QuIC per la diagnostica delle malattie da prioni.  È quindi obiettivo di questo progetto applicare la metodica RT-QuIC alla mucosa olfattoria di pazienti con malattia di Parkinson.

Rilevanza

Attualmente, la diagnosi della malattia di Parkinson si basa principalmente su criteri clinici. Poiché l’esordio della malattia è molto complesso e presenta sintomi simili ad altre patologie, che vanno escluse, la diagnosi differenziale presuppone esami neurologici approfonditi e può presentare difficoltà. Nessuno di questi approcci, inoltre, permette di identificare la proteina patologica (alfa-sinucleina con conformazione anomala) responsabile della patologia.
Una diagnosi precoce di malattia di Parkinson è importante poiché consente di iniziare prontamente il trattamento sintomatico, con miglioramento della qualità della vita dei pazienti.
Il progetto, che applica una strategia diagnostica altamente innovativa, è principalmente mirato a individuare quanto più precocemente possibile la alfa-sinucleina patologica in campioni di mucosa olfattoria di pazienti con malattia di Parkinson. Questo permetterebbe un intervento terapeutico tempestivo e mirato, oltre alla possibilità di sperimentare nuove terapie farmacologiche in uno stadio molto precoce della malattia di Parkinson.

Da sinistra a destra: Dott.ssa Daniela Perra, Dott. Michele Fiorini (borsista VBRF), Prof. Gianluigi Zanusso (Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento, Università di Verona).
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