Responsabile della ricerca

Prof. Cristiano Chiamulera

 

2017
I

Il problema: le dipendenze


Il progetto mira a spezzare il cerchio del ricordo per il trattamento delle dipendenze.

I disturbi alimentari e le dipendenze da droghe sono, ormai da alcuni anni, oggetto di crescente attenzione da parte della comunità scientifica poiché rappresentano una vera e propria emergenza sociale. L’impatto di tali disturbi non è, infatti, confinato alla vita del paziente, ma si ripercuote anche sulla sua famiglia e sulla società a causa, fra l’altro, degli ingenti costi degli interventi sanitari.

Le associazioni tra tali comportamenti (cosiddetti appetitivi)e le conseguenti gratificazioni su cui si basano le dipendenze ed il loro mantenimento nel tempo (ad esempio, l’associazione della sigaretta al caffè, oppure il bere eccessivo in determinate situazioni) coinvolgono le memorie dette, per l’appunto, maladattative. I comportamenti legati ai piaceri naturali formano dei ricordi piacevoli che  – quando riattivati – rinforzano comportamenti evolutivamente ‘sani e utili’. Le memorie maladattative, invece, aumentano la probabilità di comportamenti a rischio. Esiste tuttavia la possibilità di intervenire sulle memorie maladattive innescando in modo sicuro e specifico il loro riconsolidamento, ovvero il richiamo di un ricordo precedentemente consolidato che ne permetta la modifica in senso terapeutico, rimuovendone le componenti negative.

Il riconsolidamento della memoria può essere oggi studiato sperimentalmente abbinando analisi comportamentali a registrazioni neurofisiologiche (elettroencefalografiche) in aree specifiche del cervello, con lo scopo di comprendere i meccanismi che determinano il comportamento, e proporre, su tali basi, interventi curativi mirati.

Il progetto si propone di indagare i meccanismi elettrofisiologici alla base dei processi di riattivazione e riconsolidamento delle memorie appetitive per determinarne:

– le aree cerebrali coinvolte,
– i relativi processi psico-comportamentali,
– la modulazione durante le fasi di veglia e sonno (del quale si conosce il ruolo nel processo di memorizzazione),
– l’identificazione di possibili bersagli di intervento farmacologico e psicoterapeutico.

A tal fine verranno effettuate, in modelli sperimentali, misure comportamentali e registrazioni elettroencefalografiche durante le fasi di acquisizione, riattivazione e riconsolidamento della memoria maladattativa per cibo ad alta palatabilità (equiparabili, ad esempio, a snacks quali le patatine fritte).

Rilevanza

L’approccio sperimentale basato sull’integrazione tra tecniche elettrofisiologiche e misure comportamentali rappresenta una strategia di ricerca ad alta validità predittiva per il disturbo clinico.
La comprensione dei meccanismi oggetto di studio consentirà progressi significativi nella conoscenza dei meccanismi alla base degli interventi psicoterapeutici oggi in uso per le dipendenze.
Il progetto ha, quindi, un alto potenziale per nuovi approcci alla prevenzione e cura dei disturbi alimentari, dei disordini da abuso di sostanze, del gioco d’azzardo patologico e dei disturbi post-traumatici da stress.

Il Prof. Cristiano Chiamulera (Dipartimento di Diagnostica e Sanità Pubblica, Università di Verona) con i giovani ricercatori impegnati nel progetto: (da sinistra a destra) Dott.ssa Laura Padovani, Dott. Idris A. Azeez, Dott.ssa Chiara Tesoriero.
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