Responsabile della ricerca

Dott. Sergio Ferrari

 

2020
I

Il problema: COVID-19 e Sistema Nervoso

Chiarire le possibili manifestazioni neurologiche relate al COVID-19, anche con il dosaggio di neurofilamenti a catene leggere, espressione di danno neuroassonale.

La malattia da Coronavirus 19 (COVID-19) è stata inizialmente descritta in Cina nel Dicembre 2019, quindi si è rapidamente diffusa in tutto il mondo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato lo stato di pandemia e l’Italia, soprattutto nelle sue regioni settentrionali, è una delle nazioni più precocemente e duramente colpite in termini di numero di casi e di mortalità.

Il quadro clinico del COVID-19 è dominato dal deficit respiratorio, ma si è reso via via evidente un possibile coinvolgimento di altri sistemi, tra cui il sistema nervoso. Attualmente le conoscenze scientifiche nell’ambito delle complicazioni neurologiche in corso di COVID-19 sono ancora carenti.

I neurofilamenti a catene leggere  (NfL) sono la più abbondante proteina solubile del citoscheletro delle cellule nervose e sono presenti nei fluidi biologici durante il danno dei neuroni e degli assoni delle fibre nervose. Un aumento dei livelli sierici e liquorali di NfL è stato dimostrato in pazienti con diverse patologie neurologiche, principalmente infiammatorie e degenerative, anche in correlazione a segni clinici e radiologici di attività di malattia. Esistono diverse evidenze scientifiche che attestano come i pazienti con COVID-19 possano presentare uno spettro molto eterogeneo di manifestazioni neurologiche, tra le quali: cefalea, iposmia, ipogeusia, fatica, encefalopatia, ictus, neuropatie periferiche ed alterazione dello stato di coscienza. Al momento, tuttavia, l’esatta consistenza e patogenesi di tali sintomi neurologici osservati in corso di infezione da SARS-CoV-2 non è stata del tutto chiarita, in particolare per quanto riguarda il ruolo dei processi infiammatori nel contesto di un tale drammatico quadro clinico generale.

Sono stati ipotizzati diversi possibili meccanismi di danno neuronale, tra i quali l’invasione diretta del virus all’interno del sistema nervoso attraverso la circolazione sanguigna o per disseminazione assonale retrograda o, infine, per insulti indiretti legati alle conseguenze della cascata infiammatoria, in particolare la “tempesta citochinica” che caratterizza il COVID-19.

L’obiettivo dello studio è chiarire l’incidenza e l’entità del coinvolgimento del sistema nervoso in corso di COVID-19 e valutare la persistenza clinica e subclinica del danno neurologico nel follow-up. A tale scopo saranno raccolti e analizzati i dati demografici, anamnestici e clinici dei pazienti che sono stati seguiti presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona per COVID-19.

Nei pazienti reclutati è stata eseguito durante la fase acuta di malattia un dosaggio dei neurofilamenti a catene leggere mediante metodica ad alta sensibilità (Quanterix, Simoa). Tali pazienti verranno rivalutati durante il follow-up nell’ambito dello studio RESPICOVID per quanto riguarda gli aspetti neurologici. Verrà inoltre somministrato un questionario volto ad individuare possibili sintomi neurologici e verrà ripetuta la misurazione del livello sierico di NfL.

Obiettivi dello studio sono:

·       Indagare l’incidenza di complicanze neurologiche dopo COVID-19 dal punto di vista clinico e strumentale e correlare tale dato con la misurazione di un biomarcatore di danno assonale persistente (NfL)

·       Valutare la persistenza di manifestazioni neurologiche in pazienti con pregresso COVID-19

·       Chiarire la natura dei sintomi neurologici aspecifici segnalati in corso di pandemia da COVID-19

Rilevanza

In uno studio precedente condotto analizzando 107 pazienti con infezione acuta da SARS-CoV-2 abbiamo potuto dimostrare che i livelli sierici di NfL sono aumentati in un elevato numero di casi di COVID-19 e presentano una correlazione significativa con la severità del quadro, identificando il sistema nervoso come un possibile bersaglio sia clinico che subclinico dell’infezione da nuovo coronavirus (Mariotto et al. JNNP, 2020).
I dati attesi dalla prosecuzione di questo studio mediante follow-up clinico e laboratoristico avranno un impatto significativo nel monitoraggio dei pazienti ed in particolare nella definizione delle possibili conseguenze neurologiche a lungo termine della pandemia da COVID-19.

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