Responsabile della ricerca

Dott. Michele Scandola

 

2019
II

Il problema: Lesioni al midollo spinale


La riabilitazione delle lesioni al midollo spinale si è da sempre basata solo sulla riabilitazione fisica, trascurando gli aspetti cognitivi legati alla motricità.
Questo progetto mira ad inserire interventi cognitivi nella riabilitazione delle lesioni al midollo spinale e valutarne l’efficacia.

In Italia le lesioni al midollo spinale hanno un’incidenza di 2.500 nuovi casi all’anno, con gravi conseguenze in persone di giovane età (mediana: 43 anni). Conseguentemente, l’impatto sociale, economico e personale è di enormi proporzioni. L’interruzione della connessione tra cervello e parte del corpo sottostante la lesione comporta paralisi, deficit sensoriali, e cambiamenti neuroplastici, che inducono sintomi nelle rappresentazioni cognitive dell’azione, del corpo, dello spazio e dell’immaginazione motoria. Questi processi minano ulteriormente le condizioni cliniche e funzionali dei pazienti,

La riabilitazione, anche quella di ultima generazione basata sull’utilizzo di strumenti robotici, è prevalentemente focalizzata su attività motorie. Tuttavia, recenti ricerche del nostro gruppo suggeriscono che l’integrazione di tecniche di tipo cognitivo potrebbero aumentarne l’efficacia.

Scopo principale del progetto è verificare l’efficacia della combinazione di training motori (tradizionale e tramite esoscheletro) e cognitivi, sul recupero delle rappresentazioni del corpo, dello spazio e dell’azione e, potenzialmente, sugli indici clinici e sui livelli di autonomia.

Rilevanza

Tramite questo studio si potrà capire se ci siano vantaggi di un training in esoscheletro rispetto ad una riabilitazione normale, e se l’introduzione di un training cognitivo possa dare effetti duraturi aggiuntivi alla semplice riabilitazione clinica.

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