Responsabile della ricerca

Dott. Marco Cambiaghi

 

2019
II

Il problema: Ischemia cerebrale


Sviluppo preclinico di un nuovo approccio terapeutico non invasivo per l’ischemia cerebrale in un modello murino: l’importanza della microglia.

L’ischemia cerebrale è fra le prime cause di mortalità e disabilità al mondo, con un’elevata incidenza nella popolazione anziana. Dei 100.000 nuovi casi che si contano ogni anno in Italia, circa il 50% avviene in persone con oltre 65 anni e il 30% oltre gli 85. Le prime fasi a seguito dell’attacco ischemico, da poche ore ad un giorno, rappresentano un’importante finestra di intervento in termini di trattamenti efficaci ma, nonostante decenni di intensa ricerca, i trombolitici rappresentano ad oggi l’unico trattamento efficace nelle prime fasi post ischemia. L’individuazione di una terapia efficace è quindi un aspetto chiave della ricerca preclinica e clinica dei prossimi anni.

Durante questo breve periodo temporale un aspetto primario è rappresentato dalla neuroinfiammazione, ed in particolare, per quanto riguarda il tessuto cerebrale, dall’attivazione delle cellule della microglia, la prima linea di difesa del sistema nervoso centrale. Queste cellule, che si attivano nell’arco di pochi minuti a seguito di un danno, però, sono particolarmente sensibili all’invecchiamento, e tendono a rispondere in maniera alterata nei soggetti anziani.

Fra i più innovativi trattamenti terapeutici per l’ischemia cerebrale ci sono tecniche di stimolazione non invasiva del cervello, come la stimolazione transcranica con corrente diretta (tDCS), una tecnica di neuromodulazione ben tollerata nell’uomo che è in grado di modulare l’attività neuronale. Questa tecnica viene per lo più utilizzata nelle fasi croniche a seguito di un’ischemia cerebrale, mentre si conoscono ancora poco le sue potenzialità nelle fasi più acute. Uno dei principali vantaggi della tDCS è rappresentato dal fatto che è stata dimostrata in grado di modulare sia i neuroni sia la microglia, dimostrandosi essere, almeno in linea teorica, un importante strumento terapeutico.

Lo scopo del progetto è quello di testare la tDCS in un modello murino di ischemia cerebrale di età avanzata, così da studiare il possibile ruolo di questa tecnica di stimolazione nelle prime fasi dall’ictus, ponendo particolare attenzione all’attività della microglia ed al suo ruolo nello sviluppo della patologia, nell’ottica di uno studio traslazionale futuro.

Rilevanza

C’è un forte e crescente interesse per l’uso di tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva per il trattamento di disturbi neurologici. Questo progetto va esattamente in questa direzione, ponendo particolare attenzione all’ischemia cerebrale nei soggetti più anziani.
Un risultato positivo in termini di indicazioni terapeutiche precliniche dell’uso della tDCS nell’ischemia cerebrale sarebbe di enorme importanza in diversi ambiti nel campo delle neuroscienze, dalla neurologia alla riabilitazione ma soprattutto per i pazienti, in quanto la tDCS è una tecnica sicura e ben tollerata.

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