Responsabile della ricerca

Dott. Gaetano Vattemi  

 

2017
I

Il problema: effetti collaterali di chemioterapici


Affrontando la tematica degli effetti collaterali neuromuscolari delle chemioterapie tumorali, il progetto mira ad accertare la possibile tossicità muscolare di un farmaco di prima linea per il mieloma multiplo.

Le miopatie (malattie muscolari) indotte da farmaci costituiscono un gruppo clinicamente eterogeneo di patologie del muscolo scheletrico (cioè la muscolatura che consente il movimento volontario) che possono presentarsi in soggetti sottoposti a dosi terapeutiche di un determinato farmaco. Un noto esempio di farmaci in grado di indurre tossicità a carico del muscolo scheletrico è dato dalle statine, ampiamente utilizzate nella pratica clinica per il trattamento dell’ipercolesterolemia.

Il mieloma multiplo è una patologia neoplastica delle plasmacellule, caratterizzata da una proliferazione di plasmacellule nel midollo osseo, dalla presenza di una componente “monoclonale” nel sangue e/o nelle urine e da disfunzioni d’organo associate. Il mieloma multiplo rappresenta l’1% di tutti tumori e il secondo tumore ematologico più comune negli USA e in Europa con circa 86.000 nuovi casi ogni anno in tutto il mondo. Sono attualmente in uso molti farmaci per la cura di questo tumore nella pratica clinica (talidomide, bortezomib and lenalidomide), ma sono stati riportati diversi effetti collaterali associati al loro utilizzo.

Il bortezomib è stato approvato nel 2008 come trattamento di prima linea del mieloma multiplo. Ad oggi, il principale effetto collaterale descritto dovuto al suo utilizzo è l’insorgenza di una neuropatia periferica (cioè un danno dei nervi periferici). Tuttavia, è stata recentemente riportata una tossicità anche a carico del muscolo cardiaco in pazienti sottoposti a terapia con bortezomib e senza precedenti problemi cardiaci.

Dati preliminari: il presente progetto nasce dall’osservazione, effettuata presso la Clinica Neurologica di Verona, di una paziente affetta da mieloma multiplo che ha sviluppato una debolezza muscolare a seguito del trattamento con bortezomib, poi regredita in seguito alla sospensione del farmaco. La biopsia muscolare eseguita a scopo diagnostico ha documentato altrazioni cellulari, confermando il sospetto diagnostico di una miopatia.

Obiettivi:
1. Indagare la possibile tossicità muscolare del bortezomib.
La comparsa di sintomi a carico del muscolo scheletrico verrà monitorata in un gruppo di pazienti affetti da mieloma multiplo e sottoposti a terapia chemioterapica con diversi agenti, incluso il bortezomib, in accordo con le linee guida internazionali per il trattamento di tale neoplasia. Questo consentirà di chiarire la sospettata associazione tra il farmaco in oggetto e il possibile coinvolgimento muscolare, nonché di definire le caratteristiche cliniche della miopatia indotta da bortezomib.
2- Caratterizzare sperimentalmente gli effetti del trattamento con bortezomib sul muscolo scheletrico.
Al fine di identificare gli effetti del bortezomib sulla struttura e funzione del muscolo scheletrico, verrà effettuata una sperimentazione (il cui svolgimento sarà effettuato in seguto ad approvazione di un protocollo etico per evitare sofferenze a topi di laboratorio) utilizzando dosi del farmaco equivalenti a quelle usate nei pazienti e indagando diversi tipi di muscolo con tecniche avanzate.
3. Definire i meccanismi cellulari e molecolari coinvolti della tossicità muscolare del bortezomib.
Cellule muscolari coltivate in vitro (colture cellulari) verranno utilizzate come modello per studiare gli effetti del bortezomib sul muscolo scheletrico. A seguito del trattamento con il farmaco a diverse dosi e tempi, verranno monitorati effetti cellulari e molecolari coinvolti nei meccanismi d’azione del bortezomib.

Rilevanza


Gli agenti chemioterapici attualmente in uso per il trattamento del mieloma multiplo hanno mostrato diversi effetti collaterali che talvolta impediscono ai pazienti di completare il programma terapeutico, compromettendone quindi l’efficacia e influenzando la qualità di vita dei pazienti stessi. Riconoscere e gestire la possibile tossicità associata all’utilizzo di tali farmaci rappresenta uno dei principali obiettivi nella pratica clinica.
Lo svolgimento di questo progetto di ricerca chiarirà la sospetta tossicità muscolare del bortezomib, fornendo quindi informazioni utili ai medici nella pratica clinica quotidiana. Inoltre, lo studio apporterà conoscenze sui meccanismi attraverso i quali si manifesta la tossicità dei farmaci, in particolare del bortezomib, a livello del muscolo scheletrico.


Il responsabile della ricerca, Dott. Gaetano Vattemi con la borsista VBRF Dott.ssa Valeria Guglielmi (Sezione di Neurologia del Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Scienze Motorie, Università di Verona).
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