Responsabile della ricerca

Prof.ssa Paola Cesari

 

2017
I

Il problema: sordità infantile


Il progetto si prefigge di indagare la pianificazione del movimento dopo terapia chirurgica della sordità, in particolare nei bambini, a fini riabilitativi.

Evidenze sperimentali indicano che il sistema motorio è coinvolto nella percezione di suoni. Ad esempio, siamo in grado di ricordare un’azione motoria anche solo ascoltando il suono che essa produce; nell’apprendere un movimento, facciamo affidamento ai suoni che vengono prodotti e così via. In questa ricerca ci siamo domandati in che modo gli individui riconoscono e reagiscono ai suoni quando questi raggiungono uno spazio molto vicino al loro corpo, il cosiddetto “spazio peri-personale”, uno spazio dinamico e virtuale che circonda il corpo dell’ascoltatore.

Lo spazio peri-personale è particolarmente importante per la sicurezza dell’individuo e il vivere sociale, in quanto l’impatto con oggetti o con altri individui può essere piacevole o desiderato, ma può anche rappresentare un pericolo. Quando oggetti o individui raggiungono lo spazio peri-personale e, in particolare, lo “spazio peri-personale sonoro”, in condizioni normali siamo, quindi, in grado di anticipare e pianificare dei movimenti sotto la guida di suoni. Questi meccanismi coinvolgono diverse strutture del cervello, deputate a funzioni percettive (sentire i suoni) e cognitive (i processi mentali in risposta al suono). È, tuttavia, ancora sconosciuta la capacità di localizzare i suoni per la pianificazione e la reazione motoria in seguito a terapia chirurgica della sordità (l’impianto cocleare), che viene effettuata soprattutto nei bambini.

L’obiettivo generale del progetto è comprendere la capacità di pianificare delle azioni in risposta al suono, per utilizzare tali capacità nella riabilitazione che segue a impianti cocleari. In particolare, il progetto si prefigge di indagare lo “spazio peri-personale sonoro” in persone affette da sordità (e, in particolare, bambini) e per questo sottoposte ad impianti nella coclea (dove è situato l’organo dell’udito) in entrambi i lati o solo da un lato.
L’obiettivo principale dello studio è di testare e confrontare, in seguito a impianti cocleari, l’abilità nel reagire efficacemente al suono quando questo raggiunge lo spazio peri-personale.

Il secondo obiettivo della ricerca è di comprendere l’importanza che la semantica dei suoni riveste per questi pazienti. Per questo intendiamo sviluppare strumenti e sorgenti sonore che aiutino questi individui ad apprendere situazioni e compiti laddove è richiesto l’accoppiamento fra suono e azione. Il suono di una macchina che si avvicina a diverse velocità o quello di un bambino che ride sono due diverse situazioni che richiedono specifiche ed appropriate pianificazioni e reazioni motorie che è molto importante apprendere quando tale capacità sia stata impedita dalla sordità.

Rilevanza

Il progetto è mirato a comprendere i meccanismi percettivi che sottendono la pianificazione e la realizzazione di azioni in individui (e, soprattutto, bambini) sottoposti a terapia chirurgica della sordità.
La ricerca sarà un punto di partenza per nuovi protocolli riabilitativi per aiutare i pazienti ad apprendere (e, al tempo stesso, ricalibrare) la percezione del suono per una migliore e più sicura navigazione nell’ambiente e per incoraggiare l’apprendimento motorio con particolare enfasi sullo sviluppo del bambino.

La responsabile della ricerca, Prof.ssa Paola Cesari con il borsista VBRF Dott. Roberto Barumerli (Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Scienze Motorie, Università di Verona).
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